Il Frantoio Castel Doria è adiacente alla chiesa di S.Giorgio che custodisce le spoglie di molti componenti della Famiglia dei Doria, Signori del Marchesato di Dolceacqua dal XIII secolo fino agli albori del 1800.
I riferimenti storici del frantoio più sicuri e tangibili sono le molazze, ovvero le antiche pietre rotonde e le altre parti sottostanti del frantoio, sempre in pietra, conservate ancora gelosamente, che si stima risalgano al 1700 - 1750.
Ma la vicinanza del frantoio alla chiesa di S.Giorgio, che è situata all'ingresso del paese e tracce di un cunicolo ormai invaso dalla terra, fanno pensare che tra il castello dei Doria e questa località esistesse una galleria sotterranea, una via di fuga in caso di assedio da parte dei popoli d'Oltralpe.
Per questi motivi è presumibile pensare che il frantoio Castel Doria avesse già questa funzione molti secoli fa.
Dolceacqua, per la sua posizione strategica a fondo valle, fu sempre sede di numerosi frantoi oleari che, grazie alle acque del Nervia , svolgevano attività di frangitura soprattutto per i piccoli agricoltori della valle.
Fu così anche per il frantoio Castel Doria ed anche oggi rimane una sua attività importante e determinante per la produzione del suo olio. Al frantoio infatti confluiscono i coltivatori di olive della val Nervia, della valle Argentina e dell'Intemelia per far frangere le proprie olive o per venderle. E quindi è da questa attività conto terzi e dal contatto con gli agricoltori che il frantoio acquista le migliori partite di olive taggiasche per la produzione dell' olio che vende a suo marchio.
Il segreto del miglior prodotto artigianale ligure ancora una volta ci deriva da consuetudini tramandate per secoli e dalla antica tradizione olearia che è ben radicata ed ha profondo rispetto per un prodotto così nobile come l'oliva di cultivar Taggiasca.
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